GRAINNE's CORNER, take a seat

giovedì, 10 gennaio 2008

Vualà, chessidice?


A volte - a volte eh - ritornano.

:-)

No, non sono tornata per rimettermi a scrivere fiumi di parole.
No, non ho intenzione di scriverle adesso.
Però ci sono.

scritto da: Grainne alle ore gennaio 10, 2008 20:01 | link | commenti (9)
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sabato, 12 agosto 2006

CLOUDS LIKE COTTON CANDIES


E' colpa mia se scrivo solo quando fa freddo.

Autoconcessione, oggi decido di iniziare un pochetto dopo a riordinare quella Geenna dello scaffale dei libri e scartoffie lavorative (ok, mi lamento, sono 5 scaffali di libreria. Belli grandi.) ma nel mentre che sorseggio pane e marmellata e mordo caffè caldo passo di qui e accidenti, fa freddo, e io scrivo.

Il caldo dell'estate in corso me lo sono sorbito tutto senza sconti, per la prima volta da quando non lascio i patri lidi per veleggiar l'Irlanda o sa Dio cos'altro.
Adesso nemesi vuole che me ne stia buona buonina in questa situazione di vacanza produttiva.

E io, libri alla mano (il solito Safran Foer, mica ancora finito, e una manciata di nuovi succosi), caffè a portata di mano e shaker nel caso faccia troppo caldo, possibilità di dormire a ufo, una città vuota quanto basta per girarci in libertà, musica a valanga e braccia comode tra cui ascoltarla, il tramonto all'Umbria Jazz e i colli di Montepulciano ancora negli occhi, passo il buon tempo che arriva in regalo, minuto per minuto.

Senza sprecare neppure un secondo.

Have a nice summer, voi tutti.





scritto da: Grainne alle ore agosto 12, 2006 10:23 | link | commenti (11)
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venerdì, 14 aprile 2006

Un fiume Un treno Un qualcosa di buono




Fa questo colore fuori - inutile che cerchi io stessa di fare foto che rendano meglio, questo è.

Questa mattina il cielo era così, e nello sciogliere le tende del terrazzo - quando piove le tengo arrotolate sotto la fetta sottile di tettoia, che si bagnino il meno possibile - ho istintivamente alzato lo sguardo.

Sono tornate le rondini.

Le ho viste a gruppo folto roteare molto molto sopra la mia testa, eppure così in alto vedevo loro la pancina bianca  - eppure erano in alto eh! - brillare al sole, le vedevo sfrecciare velocissime e precise, le sentivo cantare entusiaste di essere lì - forse - ed erano tantissime.

Ho sorriso e ho continuato il mio lavoro, sollevata.

Blu di acque correnti, fresco a mitigare il caldo, una luce accecante, ecco quello che ci vuole per il mio terrazzo. Non ho fretta, attendo.








scritto da: Grainne alle ore aprile 14, 2006 22:43 | link | commenti (10)
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lunedì, 10 aprile 2006

Un Post(o) Al Volo




Gamberetti e zucchine e pomodorini e peperoncino, e farfalle annegate dentro.
Caffè doppio amaro e due quadretti di cacao al peperoncino messicano forte candito.
Più che un pranzo sembra una dichiarazione di guerra al mio esofago.


Fuori sventola un vento che vuol fare il gelido, e qui le sciarpe, e ci facciamo l'occhiolino mentre ce le giriamo intorno al collo aspettando che piova. Si si lo abbiamo capito che fa freddo.
Intanto, dietro l'angolo, il sole di domani.



scritto da: Grainne alle ore aprile 10, 2006 13:51 | link | commenti (5)
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giovedì, 30 marzo 2006

Seems Like Coming Back


Ah che donna orribile che ha abbandonato il blog ai geli invernali, che ghiacciolata come certe colate di neve rapprese alla grondaie dei tetti se ne è stata chiusa in una sua personale Isengard dei miei stivali a rimirare la pianura intorno, naso sprezzante per aria, sguardo cupetto. Ah che cattiva donna che non risponde agli auguri di Natale, ai toc toc sulla porticina di pan di zucchero di Hansel e Gretel, che schifa i contatti come se fosse la Regina delle Nevi o una più probabile puzzola di montagna.


Cambiato template, arrivata primavera, manca da fare scorte di erbe verdi e asparagi - vorrei poter essere a Roma e fare la spesa che io e Elena facemmo ormai due anni fa a piazza Trastevere, al mercato delle erbette e frutta, mai vista una esplosione di colori e profumi del genere in una città, inizio maggio e inizio caldo, che ricordi.
Cambiato template e fatta girare quella tonnellata di acqua sotto i ponti di Madison County, scorre un flusso placido e lento con anse barche canneti vita intorno insomma.

Che meraviglia la primavera.

Voglia di vino bianco frizzante. A me, che ha sempre fatto schifo, dico io.
Si, qualcosa è cambiato.



scritto da: Grainne alle ore marzo 30, 2006 21:12 | link | commenti (8)
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martedì, 25 ottobre 2005

Apple crumble, cherry pie

Passeggio qui in questo spazio un po' troppo ricolmo di oggetti per i miei gusti, regina altera che misura i passi tra i fogli sparsi sul pavimento labile il confine tra il casino e il disordine creativo, mangio mele ideali che san di zucchero sulle labbra rannicchiata sulle scale di legno e sorrido beffarda mi invento codici miniati nel cervello mi faccio i conti in tasca con gemme che non possiedo rido spavalda e scuoto i ciuffi di capelli che se ne stanno per gli affari loro, decido che non mi va bene la pelle e mi scotto così tra due settimane la lascio sul pavimento, serpente con gli occhiali e una borsa di coccodrillo che non puoi capire, mastico parole e ore scure, lascio pensare di me ciò che non è vero e mi stanco di considerare i giorni e le stagioni e le passate e la presente e viva e il suon di lei.

Anche questa mattina ha girato l'angolo, il Rappresentante di Occasioni Mancate, ha fatto il solito giro dei suoi negozi con ancora l'aria stantia del lavoro del giorno prima appiccicata alla vetrina, entrava che ancora nessuno aveva aperto cassa, vendeva veloce, traccheggiava ricordi e complimenti, vorrei che fossi il Mercante di Una Perla Preziosa, non il grossista di speranze a basso costo, ma a volte è tardi e la nebbia si alza e noi dobbiamo muoverci da qui.

It' s no ordinary love,

no ordinary love

(Sade)


scritto da: Grainne alle ore ottobre 25, 2005 01:24 | link | commenti (17)
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giovedì, 13 ottobre 2005

 

 

Ruvida, ghiacciata, mi scivolano via gli anelli e i pensieri dalle dita.
Ogni tanto torni, caro vecchio dolore a farmi una visitina di cortesia dal passato, e porti sempre un pasticcino o due da prendere con il the delle cinque.
Incessante e sordo, insieme a tutti gli altri nuovi o vecchi di ieri - solo che sai che c'è di nuovo? che ai dolori reagisco strappando, spezzando, alzando la voce, ma senza fare rumore - da fuori, se non lo dichiaro io non si direbbe, nessuno se ne accorge mai. Ho dei tagli dentro, con relative cicatrici aggiustate perfettamente, ma le cicatrici per liscie che siano si vedono.
E' questo tuo vedersi riflesso nella luce della pella viola di freddo (nemmeno coprirmi mi servirebbe, in questi giorni, dunque che cazzo mi copro a fare?) che soffia sulla rabbia che tengo a stento ferma, che non uso, se la usassi dio mio sai quante perdite sul campo?

I piccoli storcimenti di labbra passano, annientati per natura da quelli non miei, non così lievi.

Tu invece rimani con tutti i tuoi novantanove nomi nascosto in fondo, dopo che ancora una volta mi hai avuta a stringere i pugni e ringhiarti addosso vattene, tu che non hai un viso ma una storia bella netta si, che anche oggi (facciamo domani) vinco io, ma che ogni volta che ti ritiri da dove sei venuto ti porti dietro un pezzo piccolo di me che mi tocca salutare, perchè non lo rivedrò mai più.


scritto da: Grainne alle ore ottobre 13, 2005 14:33 | link | commenti (5)
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lunedì, 26 settembre 2005

SETTEMBRE ANDIAMO, L'ANATRA E' NEL FORNO

 

Aggiorno dopo tempo immemorabile che non aggiorno più. Ho cambiato template, n'altra volta, e sono indecisa se tenermi i commenti con il Pop Up (= la finestrina simpatica che vi si squaderna davanti quando volete commentare), o conservare il sistema tradizionale.

- Sondaggio: Pop Up o Pagina classica, per i commenti?  (Grazie, esprimetevi o faccio come dico io. E' bene - conoscendomi - approfittare di questi rari sprazzi di democrazia. Ah, che simpatica regazzetta scapijata eh?). 

-  Tre sabati fa faccio un saltino da H&M a Milano. Ordunque, il target di H&M è un po' troppo giovanile per la mia età, ma chissene. Frullo giuliva tra gonne ottocentesche nere e pizzi e nastri, cappotti militari in doppiopetto, jeans lunghi lunghi vagamente hippy grunge, che se non sono come voglio io col cucù che li prendo, maglie piene di buchi buchetti tagli squarci e fessure, colori cupo e lampi di viola, cioccolato, nero.

Fuggo urlando. Dopo 20 minuti. Io che i vestiti li compro quando gli altri che ho addosso vanno in sciopero, stavo rischiando di uscire con mezzo negozio sottobraccio. E' un bel posto, H&M. (Detto a uso e consumo delle donnole che non amano vestirsi da donnole e invece qui si). Ci tornerò quando avrò firmato il contratto per quest'anno e avrò appurato che gli acquisti lì non significheranno dover mangiar pane e cipolla per tutto l'inverno.

- Ho messo un link lì a fianco. A un blog che colleziona e propone mp3. Sto a rota da questo pomeriggio alle 15 mentre lavoro fingo di lavorare. Crea dipendenza, ma dateci un'occhiata, è il caso.

Ora che ho finalmente scritto un post di sostanza nulla, ma che almeno testimonia che ancora contribuisco a consumare ossigeno e liberare anidride carbonica, posso dire d'aver fatto il mio dovere?

Guardo la data del post precedente. 16 agosto.

Ehm.

Alla prossima.


scritto da: Grainne alle ore settembre 26, 2005 19:26 | link | commenti (19)
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martedì, 16 agosto 2005

JUST COME BACK

 

inch strand 

A picture in grey
Dorian Gray
Just me by the sea

And I felt like a star
I felt the world could go far
If they listened
To what I said

Washes my feet
Washed the feet
Splashes the soul of my shoes

dingle bay 


...And your heart beats so slow
Through the rain and fallen snow
Across the fields of mourning
Light's in the distance

Oh don't sorrow, no don't weep
For tonight, at last
I am coming home
I am coming home

inch strand 

 

(Lyrics: U2,  "The Ocean", and "A sort Of  Homecoming"; Photo: Hazel)


scritto da: Grainne alle ore agosto 16, 2005 14:56 | link | commenti (9)
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martedì, 09 agosto 2005

Thick days

 

 

Dopo la lezione sull'Irlanda del Nord, mostra di Sebastiao Salgado al Triskel Art Centre. Estratto dalla piu' grande, "Exodus". Questa si chiama  "Children" ( http://www.aperture.org/store/books-detail.aspx?ID=51 ) e raccoglie ritratti di bambini "ospiti" di vari campi profughi sparsi per il pianeta, o da zone in cui non esiste piu' nulla delle civilita' o dei popoli che prima le abitavano. Dalle zone di "raccolta" (che cazzo di eufemismo odioso) per gli indios Yanomani in Brasile, nello stato di Roraima, ai campi profughi per i Curdi. Ah. I Curdi? Ah, ma perche', tu ti ricordi di quello che qualcuno ha fatto ai Curdi?

Visitata insieme a Petra (della Repubblica Ceca) e Maite e Suzana (dai Paesi Baschi).
Mi sento a disagio tra loro. E loro sorridono, tutte e tre, gentili.

Non posso spiaccicare nessuna foto da qui, solo, per favore, guardatevi il link ( http://www.unicef.org/salgado/) , che merita.


Poi. Anzi, prima.


Lezione sull'Irlanda del Nord oggi. Cose incredibili.
Nemmeno Sean, per intelligente e preparato che sia riesce a spiegare il perche' di centinaia e centinaia di anni di dominazione inglese. Di violenze incomprensibili da una parte e dall'altra. Piu' da una, va la'. 
Non avro' la mia risposta, nemmeno questa volta.

Un giorno andro' a Belfast.
Te lo giuro. Fosse l'ultima cosa che faccio
.

 

 

 

 


scritto da: Grainne alle ore agosto 09, 2005 18:50 | link | commenti (2)
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(Ah, beh.)

Chi sono

Blogger: Grainne
Nome: ::Hazel::

This is meant to be the Irish part of me.
Irish feeling and English speaking, namely.
(...Gosh, how comes reading these few lines makes me laugh to death?)


(Per i non angloparlanti. Niente, è solo che questa è l'edizione pseudo-filo-irlandese della sottoscritta, tutto qui.
Lo so che fa ridere. Nemmeno te stai messo tutta sta bellezza eh.)

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