

Passeggio qui in questo spazio un po' troppo ricolmo di oggetti per i miei gusti, regina altera che misura i passi tra i fogli sparsi sul pavimento labile il confine tra il casino e il disordine creativo, mangio mele ideali che san di zucchero sulle labbra rannicchiata sulle scale di legno e sorrido beffarda mi invento codici miniati nel cervello mi faccio i conti in tasca con gemme che non possiedo rido spavalda e scuoto i ciuffi di capelli che se ne stanno per gli affari loro, decido che non mi va bene la pelle e mi scotto così tra due settimane la lascio sul pavimento, serpente con gli occhiali e una borsa di coccodrillo che non puoi capire, mastico parole e ore scure, lascio pensare di me ciò che non è vero e mi stanco di considerare i giorni e le stagioni e le passate e la presente e viva e il suon di lei.
Anche questa mattina ha girato l'angolo, il Rappresentante di Occasioni Mancate, ha fatto il solito giro dei suoi negozi con ancora l'aria stantia del lavoro del giorno prima appiccicata alla vetrina, entrava che ancora nessuno aveva aperto cassa, vendeva veloce, traccheggiava ricordi e complimenti, vorrei che fossi il Mercante di Una Perla Preziosa, non il grossista di speranze a basso costo, ma a volte è tardi e la nebbia si alza e noi dobbiamo muoverci da qui.
It' s no ordinary love,
no ordinary love
(Sade)
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Ruvida, ghiacciata, mi scivolano via gli anelli e i pensieri dalle dita.
Ogni tanto torni, caro vecchio dolore a farmi una visitina di cortesia dal passato, e porti sempre un pasticcino o due da prendere con il the delle cinque.
Incessante e sordo, insieme a tutti gli altri nuovi o vecchi di ieri - solo che sai che c'è di nuovo? che ai dolori reagisco strappando, spezzando, alzando la voce, ma senza fare rumore - da fuori, se non lo dichiaro io non si direbbe, nessuno se ne accorge mai. Ho dei tagli dentro, con relative cicatrici aggiustate perfettamente, ma le cicatrici per liscie che siano si vedono.
E' questo tuo vedersi riflesso nella luce della pella viola di freddo (nemmeno coprirmi mi servirebbe, in questi giorni, dunque che cazzo mi copro a fare?) che soffia sulla rabbia che tengo a stento ferma, che non uso, se la usassi dio mio sai quante perdite sul campo?
I piccoli storcimenti di labbra passano, annientati per natura da quelli non miei, non così lievi.
Tu invece rimani con tutti i tuoi novantanove nomi nascosto in fondo, dopo che ancora una volta mi hai avuta a stringere i pugni e ringhiarti addosso vattene, tu che non hai un viso ma una storia bella netta si, che anche oggi (facciamo domani) vinco io, ma che ogni volta che ti ritiri da dove sei venuto ti porti dietro un pezzo piccolo di me che mi tocca salutare, perchè non lo rivedrò mai più.
Aggiorno dopo tempo immemorabile che non aggiorno più. Ho cambiato template, n'altra volta, e sono indecisa se tenermi i commenti con il Pop Up (= la finestrina simpatica che vi si squaderna davanti quando volete commentare), o conservare il sistema tradizionale.
- Sondaggio: Pop Up o Pagina classica, per i commenti? (Grazie, esprimetevi o faccio come dico io. E' bene - conoscendomi - approfittare di questi rari sprazzi di democrazia. Ah, che simpatica regazzetta scapijata eh?).
- Tre sabati fa faccio un saltino da H&M a Milano. Ordunque, il target di H&M è un po' troppo giovanile per la mia età, ma chissene. Frullo giuliva tra gonne ottocentesche nere e pizzi e nastri, cappotti militari in doppiopetto, jeans lunghi lunghi vagamente hippy grunge, che se non sono come voglio io col cucù che li prendo, maglie piene di buchi buchetti tagli squarci e fessure, colori cupo e lampi di viola, cioccolato, nero.
Fuggo urlando. Dopo 20 minuti. Io che i vestiti li compro quando gli altri che ho addosso vanno in sciopero, stavo rischiando di uscire con mezzo negozio sottobraccio. E' un bel posto, H&M. (Detto a uso e consumo delle donnole che non amano vestirsi da donnole e invece qui si). Ci tornerò quando avrò firmato il contratto per quest'anno e avrò appurato che gli acquisti lì non significheranno dover mangiar pane e cipolla per tutto l'inverno.
- Ho messo un link lì a fianco. A un blog che colleziona e propone mp3. Sto a rota da questo pomeriggio alle 15 mentre lavoro fingo di lavorare. Crea dipendenza, ma dateci un'occhiata, è il caso.
Ora che ho finalmente scritto un post di sostanza nulla, ma che almeno testimonia che ancora contribuisco a consumare ossigeno e liberare anidride carbonica, posso dire d'aver fatto il mio dovere?
Guardo la data del post precedente. 16 agosto.
Ehm.
Alla prossima.
A picture in grey
Dorian Gray
Just me by the sea
And I felt like a star
I felt the world could go far
If they listened
To what I said
Washes my feet
Washed the feet
Splashes the soul of my shoes
...And your heart beats so slow
Through the rain and fallen snow
Across the fields of mourning
Light's in the distance
Oh don't sorrow, no don't weep
For tonight, at last
I am coming home
I am coming home
(Lyrics: U2, "The Ocean", and "A sort Of Homecoming"; Photo: Hazel)
Dopo la lezione sull'Irlanda del Nord, mostra di Sebastiao Salgado al Triskel Art Centre. Estratto dalla piu' grande, "Exodus". Questa si chiama "Children" ( http://www.aperture.org/store/books-detail.aspx?ID=51 ) e raccoglie ritratti di bambini "ospiti" di vari campi profughi sparsi per il pianeta, o da zone in cui non esiste piu' nulla delle civilita' o dei popoli che prima le abitavano. Dalle zone di "raccolta" (che cazzo di eufemismo odioso) per gli indios Yanomani in Brasile, nello stato di Roraima, ai campi profughi per i Curdi. Ah. I Curdi? Ah, ma perche', tu ti ricordi di quello che qualcuno ha fatto ai Curdi?
Visitata insieme a Petra (della Repubblica Ceca) e Maite e Suzana (dai Paesi Baschi).
Mi sento a disagio tra loro. E loro sorridono, tutte e tre, gentili.
Non posso spiaccicare nessuna foto da qui, solo, per favore, guardatevi il link ( http://www.unicef.org/salgado/) , che merita.
Poi. Anzi, prima.
Lezione sull'Irlanda del Nord oggi. Cose incredibili.
Nemmeno Sean, per intelligente e preparato che sia riesce a spiegare il perche' di centinaia e centinaia di anni di dominazione inglese. Di violenze incomprensibili da una parte e dall'altra. Piu' da una, va la'.
Non avro' la mia risposta, nemmeno questa volta.
Un giorno andro' a Belfast.
Te lo giuro. Fosse l'ultima cosa che faccio.
(Ah, beh.)